I nuovi 4 gatti 

Ricordando i "vecchi" raccontando i nuovi

Reporter: Sheela

Ciao a tutti, sono Sheela, ho 6 anni mezzo e sono la reporter di questa nuova comunità dei 4 gatti. La mia mamma umana è troppo presa per scrivere qualcosa su di noi ed aggiornare il sito, quindi mi ha chiesto di scrivere qualcosa, raccontando questi ultimi 6 anni.

Innanzi tutto vi parlo di me:

Sono una gatta molto riservata, molto paurosa e, gli eventi accaduti qui in questa casa da quando sono stata adottata, mi hanno fatto pensare che la vita più tranquilla è quella che si trascorre nei cassetti, nei secchi, negli armadi e sotto una pila di coperte.

Ma cominciamo dall'inizio.

A Gennaio del 2003 mentre la mia mamma umana era ancora ospite da parenti in attesa della ristrutturazione della sua casa abbrustolita, ricevette una telefonata.

Era la protezione animali che, avendo ricevuto una richiesta di adozione di una micia molto piccola, chiedeva la disponibilità a vedere una gattina di tre mesi in cerca di casa.

L'umana disse che tre mesi erano troppi, perché cercava una micina più piccola.

Io ascoltai quella telefonata mentre ero in quel posto tutto bianco pieno di gattacci dispettosi, e pensai: "meglio così! si vede che non mi vuole."

Ma qualcuno forse aveva sentito nella voce dell'umana un'indecisione.

Il giorno dopo infatti, la richiamarono, ed io incrociai le unghiette.

Questa volta era disposta almeno a vedermi.

Mi pulii tutta, sistemando il mio pelo grigio perla, e aspettai.

Verso le 19,00 del 24 Gennaio, suonò il campanello ed una porta si aprì. Vidi per la prima volta l'umana giovane accompagnata da un altro umano.  Si guardavano attorno, un po' timidi ma molto sorridenti. Poi, un dito di un'umana vestita in camicie verde, indicò nella mia direzione ed in quel momento mi accorsi di essere nella lettiera.. ero seduta nella lettiera!! Che figura!

Lei si avvicinò e cominciarono dei suoni che assomigliavano a delle sirene. Era l'umana che sorrideva e mi parlava. Mi diceva che ero bellissima, ma diciamolo pure:  io lo sapevo già

La gabbia si aprì e lei mi prese tra le braccia e chiuse gli occhi. Ero a casa. Mi sentivo protetta ed amata, e forse lei provava la stessa emozione

Compilarono dei fogli e mi misero in una gabbia piccola, insieme a dei giochini colorati.

In macchina sentii che provavano a chiamarmi con dei nomi... Nicol, Micol, Lady, Sara, Stella, Dolcezza, Giorgia, e ci mancò poco che mi addormentai ascoltando tutte quelle parole.

Poi, l'umano disse: "Chiamala Sheeba! " L'umana, dopo un attimo di silenzio disse:

"No, Sheeba no, una Sheeba c'è stata... e anche Lara c'è stata.."

..poi silenzio

"Shee  La!" Esclamò l'umana.

Ci furono risate e lei mi guardò attraverso le sbarre e mi disse:

"Tu sarai Sheela, la gatta tributo! ti prenderai un sacco di amore, piccola pallina grigia."

Pallina grigia? io? ma suvvia, sono piccola, stiamo già a guardare la linea? Ma poi capii che era un nomignolo, uno di quegli innumerevoli nomignoli che da quel momento subii in silenzio: Pallina, Streghetta, Pentolino, Suonatina, Tontarella, Patatina, Timidella, Stupidotta, Tremendina, Piccoloammassodipeloamoroso, trifola, grifolina, vieniquisenoleprendi e così via.

La prima settimana fu di conoscenza. Io l'umana e il suo umano, vivevamo di sera in una cameretta, chiusi dentro perchè al di là della porta c'erano un cane grosso ed una gatta anziana. Mi dissero che era temporaneo perché dopo una settimana saremmo andati via.

 

La prima foto con la mia mamma umana

 

 

Di giorno l'umana mi metteva in una gabbia bellissima, sembrava una valigia di Prada e mi portava dalla babysitter: la sua mamma umana che l'aspettava nello studio del padre umano. Si lo so è tutto complicato, ma fu bello viaggiare in tram alla mattina all'alba e tornare in macchina la sera.

Poi finalmente il trasloco.

C'erano tantissimi umani che portavano legni, mobili, scatole, ed io sempre nella gabbiastileprada a tracolla della mia nuova mamma, che mi parlava ogni tanto, alzando un lembo di stoffa che mi garantiva la privacy.

Montavano mobili, riempivano cassetti, ed io osservavo tutto dall'alto:

 

La prima notte ispezionai la nuova casa mentre la mia mamma era un po' intimorita di dormire li. Mi raccontò che in quella camera 8 mesi prima era successo l'inferno.

 

 

Non capii subito, ma con il tempo mi venne raccontato tutto. Anche se noi gatti capiamo al volo, ma fingevo di non sapere nulla e mi distraevo con lo sport:

 

I primi tempi era tutto perfetto. C'eravamo io, Ilnero e Max. Ilnero era come un nonno saggio, calmo e mi trattava con rispetto e dolcezza.

Max invece era guardingo, diffidente e credo sia il gatto che mi ha annusato meno di tutti.

Io e Ilnero

 

 

 

Io, Max ed Ilnero nel periodo appena dopo il trasloco

 

Io potevo girare per casa.. ma la cosa fu temporanea.

 

A Giugno arrivò Shaky, la furia Norvegese. Azzannava tutto e tutti, soprattutto me.

Shaky poco dopo il suo arrivo, qui in versione montanara

A febbraio del 2004, Ilnero volò in cielo. Non soffrì, e si spense tranquillamente

Ora riposa vicino ad un abete, in cima ad una montagna da dove può controllare un'intera vallata.

 

Ma torniamo a noi. La scomparsa di Ilnero, sconvolse tutti. L'umano anziano che era molto legato a lui, si sentì solo e la mia mamma umana decise di portare a casa un erede. Maw.

Il piccolo Maw, con cui vado ancora d'accordo.

 

 

Fu l'inizio del coprifuoco per me, perché andai in calore ed i gatti casa impazzirono. Questo dovrebbe lusingarmi, ma nel mondo felino questo è un po' un disastro: le gerarchie si rafforzano o traballano. Max, che era il gatto anziano, faceva rispettare a suon di graffi il suo territorio, e con l'arrivo di Maw,  Max e Shaky cominciarono la corsa per il trono. A rimetterci furono:

l'umano anziano (corsa all'ospedale con 10 gg di fasciatura alla mano)

2° La mia mamma umana (corsa all'ospedale con 15 gg di fasciatura alla mano e sindrome da morso di gatto)

3° Maw (corsa dal veterinario e antibiotici per un ascesso)

Max era colto da attacchi di ira furibonda e dopo vari tentativi la comunità dei 4 gatti decise di vivere nelle seguenti condizioni:

Maw vive nella camera dell'umano anziano che essendo ammalato è sempre a letto. Qui spesso Shaky tiene compagnia a Maw il suo "fratellino" .

All'ora di pranzo a Max viene domandato di andare sul balcone, nella sua casettina, e lui ci va tranquillo, anzi, collabora sul serio. a quel punto Maw viene lasciato libero di scorrazzare per la casa con Shaky.

Shaky solitamente sta in sala insieme a Max, e qualche volta, anzi spesso, chiede di andare da Maw a giocare e fare pisolini.

Ed io?

Praticamente gli altri gatti sanno che io esisto, ma non mi vedono mai.

Ho troppa paura, io amo il mio mondo, che tanto piccolo non è.

Ho un fantastico grattatoio altissimo, dove posso fare attività fisica e curare la mia forma semi-atletica.

Mi dicono che da quando sono stata sterilizzata, sono diventata una piccola sfera grigio perla. Mi sa che hanno ragione, ma in fondo non mi importa, sono bellissima ugualmente.

Sapete, ho letto su internet, mentre mi preparavo per il mio lavoro di reporter, che in alcune case vivono anche 10 gatti. Mi chiedo come fanno a dividere il loro spazio.

 

In un secchio non ci si sta in dieci!

 

Sul letto della mia mamma umana non ci si sta in dieci!!

 

Nel mio angolo privato, non ci si sta in dieci!

 

Ridere così sguaiatamente, in dieci non si può fare...

 

Fissare il vuoto come sotto effetto di allucinogeni, non si può! ci arresterebbero!

 

In dieci sul mio grattatoio, non si può stare, crollerebbe!!

 

 

Non si può stare in dieci in un angolo quando si ha caldo! Ci multerebbero!

E prima o poi, qualcuno vorrebbe andarsene!

 

Quindi non ci rimane che godere dei nostri spazi al meglio che possiamo, ed aspettare che la mia mamma umana compri una nuova casa e mi porti via con sé.

Sheela

Indice

 

 Copyright In4Gatti.com

© 2000/2009